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Il Blog del Centro Studi "Pace è Libertà"
-- « Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. » - George Orwell
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CULTURA
LA LIBERTÀ DI STAMPA - G. Orwell - L'etichetta marxista è in contraddizione col pensiero orwelliano
3 dicembre 2011

LA LIBERTÀ DI STAMPA(1)

di George Orwell 



L’idea centrale di questo libro risale al 1937, ma la sua stesura ha avuto luogo verso la fine del 1943. Nel momento in cui è stato finalmente ultimato, è apparso chiaro che sarebbe stato molto difficile farlo pubblicare. In effetti è stato rifiutato da quattro editori, solo uno dei quali aveva motivazioni ideologiche; due pubblicavano da anni libri antisovietici, mentre il quarto non aveva un orientamento politico identificabile. Inizialmente, a dire il vero, un editore aveva accettato il libro;
[…] adesso mi rendo conto che la pubblicazione del libro in un momento come questo potrebbe essere considerata un gesto oltremodo incauto. Se la favola si riferisse ai dittatori e alla dittatura in generale sarebbe un bene pubblicarla; ora però ho capito che la storia segue lo sviluppo dei Soviet e dei due dittatori russi in modo tanto accurato da risultare applicabile soltanto alla Russia, escludendo le altre dittature. [...] PROSEGUI LA LETTURA >>>


L'etichetta marxista attaccata allo scrittore è in contraddizione col pensiero orwelliano

di Isacco Luongo

per il Centro Studi Pace è Libertà



Dopo aver letto alcuni testi di quest’autore, l'aver constatato a gran meraviglia che viene annoverato ancora come scrittore marxista, mi porta chiedermi alcune domande, difficilmente giustificabili dagli omologatori di turno. Perché mi pare, che lo stesso scrittore abbia fatto di tutto per liberarsi di questa scomoda etichetta, ma da quello che appare, non mi sembra sia riuscito nonostante tutto a staccarsi da tali epiteti, questo ovviamente accade in maniera più grave più in Italia che all'estero. Così mi chiedo, un vescovo cattolico se scrivesse un libro in cui il messìa è un porco, non sarebbe una bestemmia? E questo vescovo se rimanesse convinto oppositore di tutti i postulati e dei personaggi della chiesa, potrebbe ancora conservare il ruolo di ministro della chiesa? E se fosse un imam islamico a scrivere un libro dove si verificano i medesimi accostamenti? Non succederebbe quello che è già successo al vignettista danese Kurt Westergaard? Certo la reazione islamica nei confronti di quelle vignette e dell'autore può sembrare esagerata, e persino l'ex Ministro Calderoli ha rischiato ad indossare quella maglietta con le vignette che raffiguravano il messìa islamico con le sembianze di un porco. Tuttavia, se queste suscitano indignazione, trovo che il dissenso sia legittimo, magari sproporzionato, ma giustificato dall'estremismo di certe culture. E se qualcuno dicesse dopo di essersi vestito da grande opinionista, che Kurt Westergaard, l'autore delle vignette nonostante tutto è musulmano? Chi ci crederebbe? Eppoi quale comunità musulmana sarebbe disposta ad accoglierlo nel gruppo? Specialmente se, lo stesso continuasse di tanto in tanto a disegnarne di nuove, potebbe continuare a dire di essere musulmano? Quest’argomento portato con i dovuti contrappesi alla fede marxista, lascia quantomai sconcertati. Perché qualcuno dice che George Orwell sia stato, da sempre marxista, e molti sostengono che non abbia mai cambiato idea.[...]PROSEGUI LA LETTURA >>>

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