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-- « Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. » - George Orwell
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CULTURA
Karl Popper:Credo che distinguere tra educare e informare, non è soltanto falso. Ma decisamente disonesto.
10 dicembre 2011



Karl Popper (Video parte n.1) - contro la cattiva maestra -



Karl Popper (Video parte n.2) - contro la cattiva maestra -

Karl Popper, (Breve sintesi del video n.1) filosofo della scienza di origine viennese, scomparso a settembre del '94 all'età di 92 anni, è stato uno dei protagonisti del nostro secolo. Restano memorabili le sue polemiche con i neo positivisti del circolo di Vienna, contro Einstein, contro i filosofi marxisti della scuola di Francoforte, e contro i neurologi che riducono la mente a una mera espressione del cervello.

Fautore di una società aperta in senso liberale, Popper ha polemizzato duramente anche con quei liberali che confondono la libertà con l'arbitrio e l'assenza di regole o divieti. L'intervista che vi presentiamo realizzata nella primavera del '93 affronta il tema della violenza nei programmi televisivi, ed è una critica radicale al falso liberalismo.

Quest'intervista rilasciata per l'enciclopedia delle scienze filosofiche di RAI EDUCATIONAL è prima di tutto un appello alla responsabilità rivolto ai dirigenti delle televisioni, perché imparino a rispettare l'infanzia.

Alcuni sostengono che, questa tesi sia in contrasto con l'idea liberale, secondo cui non bisogna educare le persone, ma informarle. - Sir. Karl lei pensa veramente che la televisione dovrebbe avere un funzione educativa?

Karl Popper: - Sì, certo che lo penso. Credo che distinguere in questo caso tra educare e informare, non è soltanto falso. Ma decisamente disonesto. Mi dispiace doverlo dire. Non ci può essere informazione che non segua una certa tendenza, e questo si vede già nella scelta dei contenuti. Quando si deve scegliere su che cosa la gente deve essere informata, per fare questo bisogna aver già stabilito in anticipo, cosa si pensa dei fatti, decidere sul loro interesse, e sul loro significato. Questo basta a dimostrare che non esiste informazione che non sia di tendenza.

Il liberalismo classico ha dato da sempre una grande importanza all'educazione, e un importanza ancora più grande alla responsabilità. … Segue sul video allegato.


(Tratto dal video n.2) - Un'ultima domanda, non c'è il rischio che, la regolamentazione possa produrre involontariamente una televisione simile al Grande Fratello come previsto da George Orwell(1)?

 Karl Popper: -Certo un rischio del genere bisogna metterlo in conto, i pericoli ci sono sempre, l'esistenza di una società civile comporta tali pericoli. Ad esempio in Italia la mafia rappresenta un pericolo di questo genere, la corruzione è sempre possibile. Bisogna sempre lottare contro simili eventualità. Ma per ora, allo stato attuale, mi sembra che sia più vicina al grande fratello di George Orwell, una televisione come questa, non regolamentata. Specialmente rispetto a quella che vogliamo promuovere. Bisogna fare qualcosa per promuovere la civiltà.

SCARICA L'OPUSCOLO - INFORMAZIONE E LIBERALISMO [PDF]

TESTO DELL'INTERVISTA - CLICCA -


Nota (1)
Il riferimento a George Orwell, nell'intervista a Karl Popper, è dovuta ad un famoso romanzo, dal titolo - 1984
(Nineteen Eighty-Four) -

Il titolo di questo celebre romanzo, pubblicato nel 1949, e scritto nel 1948, ebbe come titolo un numero, forse inteso come una data ottenuta invertendo le ultime due cifre dell'anno di stesura. Il numero è anche un simbolo di spersonalizzazione dell'individuo, nel senso della perdita di quei diritti inalienabili come il diritto ad aver un nome vero. Questa chiave di lettura evidenzia quello che, è stato definito il romanzo anticomunista per eccellenza, scritto da un ex marxista, ex attivista, pentito di tali convinzioni.
Gli elementi cardine del romanzo, sono l'eccessivo controllo sulla popolazione, che ricalca fedelmente i caratteri della Polizia Politica della Germania dell'est degli anni '50, meglio conosciuta come STASI, oppure quella sovietica NKVD, (che riuscì a far assassinare Lev
Trotsky altro leader della rivoluzione russa crudelmente trucidato dai servizi sovietici). Questi fatti sembrano incorporare appieno le sembianze della psicopolizia descritta nel romanzo, e l'uomo coi baffi (il grande fratello) non lascia spazio a dubbi, è sempre il dittatore comunista sovietico. Soggetto che ha offerto parecchi spunti di riflessione nei romanzi di George Orwell (che amo definire, il marxista pentito).

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